UCIIM S. Agata Militello

Il Fondatore e la Mission

L’associazione promuove ed attua la formazione spirituale, morale e professionale dei soci in ordine alla loro specifica missione educativa; promuove ed attua, nell’educazione dei giovani, nel sistema e nella legislazione scolastici, con l’azione individuale e con quella delle rappresentanze professionali, principi e metodi conformi al pensiero e alla morale cristiana; promuove ed attua mediante specifiche iniziative, progetti di formazione e aggiornamento culturale e professionale del personale della scuola italiana statale e non statale e programmi di educazione permanente e di formazione dei cittadini; promuove la partecipazione dei soci alla vita sindacale secondo i principi sociali cristiani (art. 3 dello Statuto).
Il suo fondatore è Gesualdo Nosengo, grande umanista e laico impegnato, che consacrò la sua vita per la scuola italiana. Il fascino del suo messaggio continua a scuotere ancora oggi, a distanza di qualche decennio dalla sua scomparsa (egli infatti ha concluso il suo percorso terreno il 13 maggio del 1968, a Roma), le coscienze di tutti gli educatori. Egli promosse la fondazione dell’UCIIM il 18 giugno del 1944. Cesarina Checcacci nella sua pubblicazione “Gesualdo Nosengo: L’impegno di una vita per la Chiesa e per la scuola” (edizioni UCIIM – Roma – 1988) ha scritto di lui:
“Nacque il 20 luglio del 1906 a S. Damiano D’Asti da una famiglia operosa, quarto di sette figli. Fu avviato agli studi classici presso i Padri salesiani di Torino-Valsalice. Dopo un breve periodo di collaborazione col padre che vedeva in lui il continuatore dell’industria familiare, decise di dedicare la sua vita all’impegno apostolico entrando nella Compagnia di S. Paolo.
Contemporaneamente si iscrisse all’Università cattolica e nel 1935 si laureò in pedagogia. Animatore di gruppi giovanili, fondò la banda del grappolo, mettendo in sospetto le autorità fasciste che cominciarono a chiedergli conto delle attività svolte. Il motto della banda era Pista (Paremus Jesus semitas tenacissimo ardore). Le circolari inviate ai membri della banda si intitolavano a questo motto, Pista A, seguito dal monogramma di Gesù Cristo. Venne convocato in questura e diffidato. “Quella pista A che cosa vuol dire? Quale oscura trama vi sta sotto?” (abstract dal testo citato sopra).
Nel maggio 1944 dava a S. Agostino, la sede romana della FUCI, un corso di lezioni sulla pedagogia di Gesù Maestro, tema che fu a lui molto caro tanto da costituirlo come motivo fondante della nuova associazione.
Nel suo testamento spirituale lasciò scritto: ” All’UCIIM ho dato tempo, fatiche, sofferenze, idee, affetto, preghiere. E ne sono lieto sia perché ho dato tutto questo indirettamente a Dio, sia perché è ancora maggiore quanto ne ho ricevuto: stimoli a far bene, aiuti, amicizie, occasioni di grazia, ampiezza di campo apostolico.
… A tutti, dirigenti, consulenti e soci, chiedo in forza dell’amicizia che siano generosi nel fare dono di sé all’Unione, che seguano ed approfondiscano i principi di spiritualità e di moralità, di apostolato e di presenza che hanno informato la sua vita fino ad oggi, che si vogliano bene fra di loro, che assumano ed assolvano le responsabilità necessarie cui li chiama Dio attraverso le circostanze, che continuino nello sforzo di animare cristianamente e razionalmente la scuola italiana (ed europea)”.
Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario dello Stato Pontificio, nell’introduzione a “Prima la Persona – Gesualdo Nosengo – Una vita al servizio dell’educazione” – Ed. Urbaniana University Press – così si esprime, riferendosi alla spiritualità di Nosengo:”Per tutti noi il Prof. Nosengo era l’esempio del laico impegnato ad infondere il lievito del Vangelo fra la gioventù studentesca. Ci ripeteva, come un leit-motiv continuo, che l’insegnamento non è un mestiere, ma una missione, anzi una delle missioni più nobili, qual è quella di formare la persona umana. E subito poi soggiungeva che non può esservi formazione completa della personalità umana se manca la formazione religiosa: questa diventava così il fulcro del suo sistema educativo.
La spiritualità di Nosengo affonda le sue radici nell’educazione religiosa ricevuta. In primo luogo nella sua famiglia profondamente cristiana, dove insieme ad una salda fede Gesualdo apprese ben presto la dura fatica del lavoro nella fornace del padre. Quindi nella propria parrocchia di San Damiano, nella quale, grazie alla guida spirituale di valenti sacerdoti, fu aiutato a crescere nella sua vocazione cristiana. Successivamente nell’Istituto salesiano Valsalice, di Torino, dove frequentò la scuola superiore, ed ebbe modo di sviluppare ulteriormente la sua formazione cristiana.”

Volumi di Gesualdo Nosengo pubblicati dall’UCIIM:

La persona umana e l’educazione – Roma -1958
La verità nella scuola – Roma – 1953
L’educazione civica degli italiani – Roma – 1960
Spiritualità, moralità, socialità e civismo professionale dell’insegnante – Roma – 1960
Didattica della religione nella scuola media – Roma – 1963
L’educazione sociale dei giovani – Roma -1964
Una scuola nuova per una società nuova – Roma – 1964
L’educazione religiosa alla fede – Roma – 1968


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